L’onesto rifiuto

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Un mio gioco di sillabe t’illuse.
Tu verrai nella mia casa deserta:
Io stuolo accrescerai delle deluse.
So che sei bella e folle nell’offerta
di te. Te stessa, bella preda certa,
già quasi m’offri nelle palme schiuse.

Ma prima di conoscerti, con gesto
franco t’arresto sulle soglie, amica,
e ti rifiuto come una mendica.
Non sono lui, non sono lui! Sì, questo
voglio gridarti nel rifiuto onesto,
perchè più tardi tu non maledica.

Non sono lui! Non quello che t’appaio,
quello che sogni spirito fraterno!
Sotto il verso che sai, tenero e gaio,
arido è il cuore, stridulo di scherno
come siliqua stridula d’inverno,
vôta di semi, pendula al rovaio….

Per te serbare immune da pensieri
bassi, la coscienza ti congeda
onestamente, in versi più sinceri….
Ma (tu sei bella) fa ch’io non ti veda
il desiderio della bella preda
mentirebbe l’amore che tu speri.

Non posso amare. Illusa! Non ho amato
mai! Questa è la sciagura che nascondo.
Triste cercai l’amore per il mondo,
triste pellegrinai pel mio passato,
vizioso fanciullo viziato,
sull’orme del piacere vagabondo….

Ah! Non volgere i tuoi piccoli piedi
verso l’anima buia di chi tace!
Non mi tentare, pallida seguace!…
Pel tuo sogno, pel sogno che ti diedi,
non son colui, non son colui che credi!

Curiosa di me, lasciami in pace!

 

Guido Gozzano (Torino, 19 dicembre 1883 – Torino, 9 agosto 1916) è stato un celebre poeta e scrittore italiano del XX secolo, annoverato tra i principali protagonisti del cosiddetto crepuscolarismo. La poetica crepuscolare di Guido Gozzano, espressa per lo più attraverso la prosa, si contraddistingue per un audace sentimento tra malinconia ed inquietudine. Il mondo da lui descritto è quello provinciale, piccolo-borghese, rappresentato tra uno stile romantico e una sagace ironia che induce alla critica. Famosa è la sua vicinanza, non solo poetica e letteraria, alla famosa scrittrice e poetessa Amalia Guglielminetti, con la quale ha una intensa quanto tormentata relazione amorosa.

Le sue raccolte poetiche più importanti sono La via del rifugio (1907) e I colloqui (1911) che contiene una delle sue poesie più note “La signorina Felicità”.

I Colloqui contiene ventiquattro componimenti poetici ed è suddivisa in tre parti: Il giovenile errore, Alle soglie, Il reduce.

Il giovenile errore

I colloqui
L’ultima infedeltà
Le due strade
Elogio degli amori ancillari
Il gioco del silenzio
Il buon compagno
Invernale
L’assenza
Convito

Alle soglie

Alle soglie
Il più atto
Salvezza
Paolo e Virginia. I figli dell’infortunio
La signorina Felicita ovvero la Felicità
L’amica di nonna Speranza
Cocotte

Il reduce

Totò Merùmeni
Una risorta
Un’altra risorta
L’onesto rifiuto
Torino
In casa del sopravvissuto
Pioggia d’agosto
I colloqui

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