Casale di Malborghetto
Il Casale di Malborghetto si trova a nord di Roma al diciannovesimo chilometro della via Flaminia, nel Municipio Roma XV.
Si tratta di un antico casale che ingloba un antico arco quadrifronte eretto sulla Via Flaminia (e la via Veientana), agli inizi del IV secolo d.C. con molta probabilità eretto a ricordo della vittoria di Costantino su Massenzio nel 312 d.C. Si presume che il monumento sia stato edificato sul luogo dell’accampamento di Costantino, dove l’imperatore avrebbe avuto la miracolosa visione della croce che determinò la sua vittoria ed il trionfo del Cristianesimo.
In epoca medioevale, forse XI secolo, l’arco viene trasformato in chiesa a croce greca con la chiusura dei quattro fornici e la costruzione di un’abside sul lato orientale. L’edificio di culto era probabilmente dedicato a San Nicola. Il culto di San Nicola, dottore e vescovo della Chiesa orientale, si diffonde a Roma in seguito all’arrivo di alcune sue reliquie tra la fine del XI secolo ed il XII.
L’antico borgo doveva, in origine, far parte delle difese dello Stato Pontificio sino al 10 dicembre 1485 quando le truppe degli Orsini e gli uomini di Scrofano (attuale “Sacrofano“), raggiungono armati il Borghetto e lo incendiano. Da qui deriva il nome di Malborghetto o anche “Borghettaccio“.
Successivamente il monumento viene trasformato in un casale rustico con botteghe. Fra il 1742 e il 1788 viene adattato a Stazione di Mezza Posta fra le due stazioni, ritenute troppo distanti tra loro, di Prima Porta e Castelnuovo. La Mezza Posta rimane in funzione fino a quando Pio VI, collegando Civita Castellana alla Cassia, sopprime il servizio postale lungo il tratto suburbano della via Flaminia. Tornato ad essere un semplice casale, solo nel 1982 entra a far parte dei Beni del Demanio.
Il casale ha inglobato l’arco quadrifronte del IV secolo d.C. eretto a segnacolo di un quadrivio formato per l’asse N/S dalla via consolare e per quello O/E da una probabile strada di collegamento tra il territorio dell’ager veientanus e l’area gravitante verso il bacino del Tevere.
Il tetrapylon (nella specie una porta quadrifronte che nasce dalla fusione di due archi di trionfo perpendicolari, spesso collocata all’incrocio di due strade principali) è a pianta rettangolare (15m x 12m, h 18m circa), poggia su blocchi di travertino e si erge su quattro pilastri. L’arco era originariamente rivestito di marmo, privo dell’apparato figurativo (rilievi e statue) ed epigrafico. La decorazione architettonica era diversa: i due lati più ampi, per consentire l’attraversamento della via Flaminia, prevedevano due alte colonne scanalate con capitelli corinzi mentre sugli altri due lati più stretti è stato accostato alle colonne esterne delle facce principali una o due lesene. Questa sintassi decorativa ricorda stilisticamente il celebre arco bifronte di Costantino al Colosseo.
Gli archi quadrifronti, diffusi soprattutto in Africa e in Oriente a partire dal III secolo d.C., sorgono sempre isolati, eretti dal Senato e Popolo Romano non tanto per scopi funzionali quanto per onorare i trionfi militari degli imperatori sia in vita che post mortem. A Roma abbiamo un solo arco quadrifronte di età costantiniana, l’Arco di Giano al Velabro o Arcus divi Costantini dedicato all’imperatore dopo la sua morte avvenuta nel 340.
Ne consegue che la presenza al XIII miglio della Flaminia di un arco onorario, cronologicamente inquadrabile nel IV secolo, presuppone, quale motivo fondamentale per la sua erezione, un collegamento con le vicende costantiniane e precisamente nella discesa delle truppe di Costantino lungo la via Flaminia per opporsi all’esercito dell’imperatore Massenzio e nel luogo dell’accampamento l’imperatore avrebbe avuto la miracolosa visione della croce che determinò la sua vittoria ed il trionfo del Cristianesimo.
Il Casale di Malborghetto oggi è sede di un museo archeologico in cui sono esposti i materiali provenienti sia dagli scavi effettuati nell’area di Malborghetto che dai siti posti lungo la Via Flaminia.





