Luisa Casati: espressione dell’ opera d’arte vivente

luisa casatiLa Marchesa Luisa Casati (Milano, 23 Gennaio 1881 – Londra, 1º Giugno 1957) è stata una famosa aristocratica italiana, una delle donne più ricche d’Italia, sposata (ma solo sulla carta) con il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, leggendaria musa ispiratrice, e spesso anche amante, di poeti e pittori del 19° Secolo.

Estrosa, narcisista, stravagante, anticonformista Luisa Casati non passa di certo inosservata nella società borghese, anche perchè ama apparire in pubblico con ghepardi al guinzaglio e pitoni attorcigliati al collo come monili o foulard, scortata da servi di colore vestiti di oro.

Amante di Gabriele D’Annunzio, il quale rimane fologorato dalla personalità singolare e creativa di Luisa Casati. A lei dedica il suo romanzo “Forse che sì forse che no”.

Con il suo charme riesce ad ammaliare i principali artisti dell’epoca: Giovanni Boldini, Romaine Brooks, Filippo Tommaso Marinetti, ma anche Balla e Boccioni, solo per citarne alcuni.

Eccessiva in tutto, la sua più grande ambizione è quella di trasformare lei stessa e la sua vita in una opera d’arte. Per fare ciò si ispira alle personalità femminili che ammira di più, in particolare la Principessa Cristina di Belgioioso della quale imita il trucco con gli occhi cerchiati di nero e la pelle del viso bianco pallido, Virginia Oldoini – la Contessa di Castiglione (della quale colleziona tutti gli oggetti a lei appartenuti) e  Sarah Bernhardt.

Spesso utilizza le gocce di belladonna negli occhi per dilatare le pupille. Usa gli animali come accessori (al ballo dell’Ambasciata di Roma appare in compagnia di un pavone al guinzaglio) e spesso fa tingere le loro pelicce per intonarle al colore dei suoi vestiti.

Quando si trasferisce a vivere a Venezia utilizza Piazza San Marco come il suo salone privato, chiudendola al pubblico e organizzando serate danzanti dove invita i più illustri personaggi d’Europa.

A Parigi Luisa Casati acquista il Palais Rose, appartenuto al poeta Robert de Montesquiou, che ristruttura completamente secondo i suoi gusti inserendo animali esotici e appendendo i suoi ritratti al posto dei libri della famosa biblioteca del poeta.

Amante dell’occulto così come la Principessa Cristina di Belgioioso, Luisa Casati organizza sovente sedute spiritiche a cui alterna feste esagerate senza badare ai costi solo per soddisfare la sua voglia di apparire.

Gli ultimi anni della sua vita li strascorre in povertà; sommersa di debiti è costretta a vendere tutti i suoi beni. Muore a Londra nel 1957 di emorragia cerebrale, viene sepolta insieme al suo amatissimo pechinese imbalsamato.

La Marchesa Luisa Casati rimane comunque una figura d’avanguardia, una icona di stile e di ogni forma di espressione, anticipazione di ogni moda, novità e tendenza.

1 thought on “Luisa Casati: espressione dell’ opera d’arte vivente

  1. GIANLUCA ha detto:

    L’anticonformismo racchiuso in una sola persona . Articolo molto interessante che suscita interesse e curiosita’.

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